giovedì 5 agosto 2021

Adozione LBGT+

La famiglia è quella composta da madre e padre e non da genitore1 e genitore2 (espressione estrapolata dal contesto del ddl Zan. ATTENZIONE: Il ddl non è preso in considerazione in questo articolo).

Credo si possa riassumere con questa frase, il dibattito sulle adozioni da parte di omosessuali.

Dal punto di vista oggettivo, la famiglia è quella che ci costruiamo e non ha nulla a che fare con il sesso dei genitori. Facciamo qualche esempio. Esistono famiglie in cui sono presenti solo i nonni, quelle in cui uno dei due genitori non c'è più, famiglie separate dal divorzio o separate dalla distanza causata dal lavoro. Insomma, esistono una varietà di casi in cui la famiglia non è composta strettamente da una madre ed un padre presenti nella vita di un bambino.

Noi tuttavia continuiamo a chiamarle "famiglie", accettando che la sua origine sia quella "classica" (uomo+donna), e che ne sia possibile la digregazione, o l'allontanamento, non tenendo in considerazione l'impatto sui bambini.

E' importante quindi fare un primo passo nel riconoscere che la famiglia "classica" non è infallibile ma che piuttosto possa generare "mostri" (nel senso lato del termine). Dovremmo forse vietare il divorzio e costringere mamma e papà a vivere insieme anche se ormai il loro amore è finito? A volte, cure di questo genere, sono peggiori della malattia.

Se la famiglia tradizionale non è un modello di verità e perfezione, chi dice che una famiglia di genitori dello stesso sesso non possa essere invece adeguata e giusta?

Se dubbi ne ho avuti, questi erano basati sull'idea di "coppia di opposti". Ho sempre ritenuto cioè che se un equilibro potesse esserci, questo doveva nascere da un complemento: uomo/donna in questo caso (quì il termine uomo o donna non ha nulla a che fare con il genere, quanto piuttosto con la filosofia orientale di un sistema duale: yin e yang).

Un'altro dubbio poi nasceva considerando che la società in cui viviamo non è ancora pronta ad accogliere un tale cambiamento culturare: troppo odio esiste nei confronti di chi è diverso (come esempio basta considerare l'idea che l'adozione fatta da una coppia etero abbia un certo valore mentre quella di una coppia omosessuale no).

Nonostante ciò, il legislatore avrebbe dovuto da tempo equiparare le famiglie tradizionali a quelle moderne (le prime costituite da eterosessuali, le seconde da omosessuali). E questo perché mentre noi in Italia ancora combattiamo contro una mentalità vecchia e condizionata dalla religione, il resto del mondo viaggia su altri binari.

Purtroppo anche se la legge Cirinnà ha regolamentato molto sulle coppie civili e quelle di fatto, in alcuni casi, come lo stepchild adopttion, è dovuta intervenire la magistratura proprio per colmare un vuoto normativo.

All'estero è possibile per una coppia gay avere dei bambini attraverso la fecondazione eterologa o l'utero in affitto. E oltralpe se ne fregano del nostro modo di vedere la vita: gli altri paesi evolvono il loro pensiero e adattano le loro leggi basandosi sulle possibilità che la scienza mette a disposizione.

Il fatto stesso che nel resto del mondo esista una realtà diversa dalla nostra, dovrebbe far riflettere ed indurre alla normalizzazione delle famiglie: due genitori, indipendentemente dal genere, dovrebbero avere gli stessi diritti sui figli.

Come detto, il legislatore avrebbe dovuto farlo già da tempo, indipendentemente dalle proprie convinzioni morali. Chi ci governa ha il dovere di preoccuparsi di tutti i cittadini, compresi coloro percepiti come "diversi" (gli omosessuali in questo contesto). Del resto la regolarizzazione di famiglia sarebbe semplicemente un'estensione di quella esistente non togliendo o aggiungendo nulla a quella "tradizionale".

Il pensiero di chi fa le leggi e ci governa dovrebbe essere: anche se non sono a favore delle coppie omosessuali, devo comunque regolamentare la famiglia, proprio come avviene per quelle eterosessuali.

Il rapporto con Dio è un'altra cosa. Se scegli di vivere secondo i comandamenti della chiesa, ti costruisci una famiglia formata da "madre+padre+figli" e questo non va affatto in contrasto con chi invece ha un idea diversa e ne vuole costruire una lontana dai canoni cattolici.

Ma andiamo avanti.

Le famiglie tradizionali, come già detto, posso generare "mostri": ragazzi disadattati con problemi comportamentali, violenti, bulli. Questo avviene quando non esiste equilibrio, quando ad esempio un genitore è violento, umilia i figli, è assente emotivamente o li cresce con i sensi di colpa.

Insomma, nelle famiglie tradizionali, l'equilibrio può venire a mancare facendo cadere l'assunzione che una coppia di opposti (eterosessuali) generi appunto equilibrio. Di conseguenza può essere vero l'opposto: una coppia di non opposti (omossessuali), può generare equilibrio.

Anzi. Parlo ovviamente da profano, ma credo sia molto più probabile l'equilibrio in una coppia omosessuale che in una etero. Gli omosessuali, si cercano e quando si trovano instaurano un rapporto duraturo. Al sopraggiunge di una rottura, questa non è necessariamente drastica. In genere invece quando un uomo ed una donna si separano, la rottura è quasi sempre traumatica e drastica.

Quindi una coppia omosessuale risulta più stabile di una etero, con tutto ciò che ne deriva per i figli.

Un'altro concetto da superare poi, è l'idea di progenie, ovvero considerare "figli" solo coloro nati in modo "classico" (accopiammento madre+padre). Ne sa qualcosa chi adotta. Si può essere genitori senza aver trasmesso un patrimonio genetico oppure essere degli estranei in caso di procreazione "tradizionale".

Sbagliato quindi ridurre il tutto a: "due donne non possono avere figli perché non hanno seme" (stesso discorso per due uomini che non posso restare incinti).

Genitore1/genitore2 sono etichette che diamo noi per comprendere uno schema precostruito, ma che non corrisponde necessariamente alla realtà che ci circonda. Come animali sociali, ci evolviamo, ci adattiamo, cambiamo usi e costumi. Quello che oggi riteniamo normale, tempo fa era impensabile e non accettabile (come esmpio generale basta ricordare il suffraggio universale).

La sfida è quindi andare oltre. Al di là delle nostre convinzioni ci sono cose che esistono e spesso funzionano meglio di quanto pensiamo.

Da poco seguo il social-media tiktoc, dove sono presenti diversi esempi di coppie omosessuali (sia lesbiche che gay) con figli che crescono in perfetta armonia. Il problema non sono le coppie in se, quanto piuttosto coloro che odiano ciò che non comprendono. Sarebbe opportuno che costoro approfondissero, si confrontassero e si preoccupassero di conoscere un contensto diverso prima di giudicare.

In ogni caso un problema resta: l'impatto sociale con cui i bambini devono fare i conti. È anche vero che però è necessario cominciare a cambiare le regole del gioco, così ben vengano quelle coppie coraggiose, che nonostante i pregiudizi, riescono a creare una famiglia con tutti i problemi che ne conseguono. I genitori etero non dovrebbero trasmettere ai prori figli l'idea che l'omosessualità è "male" o che la famiglia omosessuale è "abominio", ma piuttosto che l'amore è amore a prescindere del genere.

Insomma il diverso è fondamentale per crescere ed evolversi.

La natura stessa ci insegna che la diversità non solo è possibile ma ammessa. Abbiamo continui esempi  di omosessualità o di genitori che accudisco cuccioli di altre specie. Un leone che difende un cucciolo di volpe è contro natura?

Mi è stato fatto notare come studi condotti da specialisti del sttore abbiano portato alla conclusione che le famiglie omosessuali non sono "tossiche" ma "sane". Riporto alcuni articoli che ho trovato in rete ed alcuni estratti da questi.

I bambini hanno bisogno di relazioni sicure e durature con adulti impegnati e premurosi per migliorare le loro esperienze di vita per uno sviluppo socio-emotivo e cognitivo ottimale. L'evidenza scientifica afferma che i bambini hanno bisogni evolutivi ed emotivi simili e ricevono una genitorialità simile sia che siano cresciuti da genitori dello stesso sesso che di sesso diverso.

Ed ancora

Gli studi che utilizzano diversi campioni e metodologie hanno dimostrato in modo convincente che non ci sono differenze sistematiche tra genitori gay o lesbiche e non gay o lesbiche in termini di salute emotiva, abilità genitoriali e atteggiamenti nei confronti dei genitori. Nessuno studio ha riscontrato rischi o svantaggi per i bambini che crescono in famiglie con uno o più genitori gay, rispetto ai bambini che crescono con genitori eterosessuali. In effetti, le prove fino ad oggi suggeriscono che gli ambienti domestici forniti da genitori lesbiche e gay supportano e consentono la crescita psicosociale dei bambini, proprio come quelli forniti dai genitori eterosessuali.

Ho ancora diverse domande che mi piacerebbe porre, dubbi su cui fare chiarezza, ma purtroppo in Italia non c'è mai stato un vero e proprio confronto. Uno in cui, con serenità e raziocinio si dibatte per comprendere gli altri e capire se ci sono dei limiti etici o morali da considerare. È sempre mancato un confronto laico, sincero. E questo, mi dispiace ammetterlo, è avvenuto ed avviene ancora da entrambe le parti: politici conservatori da una parte, associazioni lgbt dall'altra. Nessun confronto, solo imposizione delle proprie idee. Ne è un esempio il ddl zan in cui c'è una chiusura serrata da entrambi gli schieramenti, quando invece si potrebbe trovare un compromesso, non che accontenti tutti, ma che risponda alle reali esigenze di chi viene discriminato.

martedì 7 luglio 2020

Di nuovo qui (Economia per idioti)

Dopo diversi anni di assenza durante i quali mi è venuto un vero e proprio schifo per la politica, ho deciso di riprendere a scrivere qualche articolo.

Questa volta però non mi limiterò ad elencare articoli di giornale, quanto piuttosto a seguire qualcosa che è diventata di vitale importanza, sopratutto dopo la crisi dovuta al COVID.

L’economia.

Premetto, e questo è un assunto fondamentale, che di economia non ci capisco assolutamente nulla e quando sento parlare questi grandi lumi, dopo 5 min già mi sono perso.

Così ho pensato: “Ma che davvero davvero? È una materia così complicata? In fondo qualche esame all’università (non di economia) l’ho dato.”

Bene, io allora ci provo E cerco di capire/tradurre quello che questi geni ci raccontano. La cosa incredibile è che a seconda della base politica a cui appartengono, ognuno di loro fornisce una propria verità e così un giorno senti “MES SI”, un’altra “MES NO” e poi di nuovo “SI” ed dopo ancora “NO”. Per quanto possa essere una scienza non esatta (se ci pensate, tutti gli economisti sono bravi a spiegare il passato, ma nessuno a stimare il futuro) è impossibile che ci sia questa enorme discordanza: qualcuno mente e lo fa sapendo di mentire.

E sono sicuro che lo fa raccontando bugie consapevoli, perché altrimenti vorrebbe dire non avere la minima idea di cosa stia parlando e questo mi sembra sinceramente molto più grave. Così grave che mi rifiuto di accettarlo (anche perché molti di questi signori siedono in parlamento).

Quindi.....cominciamo.

Faccio presente che ho da poco iniziato a seguire l’economia nei suoi dettagli, per cui molte cose ancora mi sfuggono e potrei fare, anzi sono no sicuro che li farò, grossi errori: del resto non ho nessuno a cui poter chiedere un riscontro.

La prima cosa da notare, è che molti economisti, spesso sono arroganti: sanno tutto loro e la persona con cui si confrontano, in pratica non capisce nulla: una sorta di pagliaccio che racconta solo stupidaggini.

La seconda cosa è che in questo momento storico esistono due grandi filoni ideologici:
  • I sovranisti
  • I neo-liberali
Perché i liberali sono “neo”, proprio non lo so. Ho trovato qui e qui due definizioni più o meno interessanti. Sembra che il “Liberismo” (quello originale) faccia riferimento al periodo illuminista e che molti dei suoi principi entrarono in crisi a seguito della Grande Depressione. Dalle sue ceneri nacque quindi il “Neo”-“Liberismo”.

Secondo me è solo una perdita di tempo: il voler dare a tutti i costi delle etichette alle persone serve soltanto a classificarle.

La classificazione è necessaria ai poveri di spirito in modo da poterle inquadrare in “buono e cattivi”. Ma serve soprattutto ai politici per demonizzare l’avversario. Ricordate Berlusconi? Per lui i cattivi erano i Comunisti e quando c’era qualcosa che non andava, la colpa era loro. Viceversa, per i comunisti i cattivi sono i fascisti. Come vedete, non è davvero importante cosa uno pensi. Quello che conta è classificare qualcuno in modo da metterlo in una scatola ed indicare lui come colpevole, la causa di tutti i mali. Per Salvini, ad esempio il male dell’Italia sono i migranti.

La politica dovrebbe essere altro. Dovrebbe essere un modo per governare il popolo, per gestirlo e guidarlo. E per fare questo non è necessario essere rosso o nero, sovranista o liberale, comunista o fascista. Per guidare un popolo si deve avere una coscienza e l’idea che l’unico profitto buono è quello della comunità e non il personale.

Per concludere volevo aggiungere che ho associato due persone ai filoni ideologici di cui sopra. In un’ottica di (mia) semplificazione, 
  • Quando voglio sentire idee “sovraniste”, seguo Albero Bagnai (responsabile economico della Lega)
  • Quando voglio sentire idee “liberali”, seguo Michele Boldrin (docente universitario)
Ho trovato un bellissimo video su YouTube, in cui i due si confrontano: peccato che eventi del genere si contino sulle dita di una mano....mozza.

N.B.
A scanso di equivoci: non solo non so nulla di economia, ma non sono neanche laureato, nonostante abbia dato diversi esami.

mercoledì 10 giugno 2020

Chiarimenti su un mio tweet nei confronti dell'Ex Ministro Carlo Calenda

Questo post è per far chiarezza su un mio tweet fatto in risposta ad un commento di Carlo Calenda postato su tweetter da Nicola Porro.

Tutto nasce da un tweet di @NicolaPorro

Lo sfogo di @CarloCalenda contro il #Governo @QRepubblica https://www.nicolaporro.it/chi-ci-governa-non-ha-gestito-neanche-una-gelateria/

a cui ho risposto come segue

@NicolaPorro, @CarloCalenda e@QRepubblica
 ...disse il responsabile di 1666 licenziamenti di Almaviva


Carlo Calenda ha risposto:

Carlo Calenda @CarloCalenda
Menti. Feci sospendere i licenziamenti nei call center di Napoli e di Roma con un accordo sindacale firmato dei segretari generali. Le RSU di Roma non lo firmarono, quelle di Napoli si. Il giorno dopo partirono i licenziamenti per Roma. Cazzate in malafede sul mio lavoro no.


Ho quindi risposto a mia volta (purtorppo ho fatto confusione con le risposte per cui non sono leggibili in orndine di scrittura. Di seguito riporto tutto in modo corretto).

Credo che questo articolo riassuma in modo imparziale cosa successe in quei giorni
https://www.repubblica.it/economia/2016/12/22/news/almaviva_la_sede_di_roma_respinge_l_accordo-154636951/

Vediamo se io qui li riporto correttamente e mi dica eventualemente dove sbaglio:

1) L'accordo avvenne e non ci sarebbe dovuto essere un ulteriore confronto con i lavoratori

2) Si chiedeva una forte riduzione dei salari (intendo con questo includere tutte le voci che affiorivano allo stipendo). Ritengo che una cosa del genere sia importante per un lavoratore e che questo debba poter decidere del proprio futuro
 

3) Fu qeuesto che condusse le RSU di Roma a non firmare: loro vollero discutere prima con i lavoratori
 

4) Di fatto, l'out-out del governo segnò una spaccatura delle basi lavorative: Roma vs Napoli.

I punti successivi non sono presenti nell'articolo, ma rappresentano la storia mai raccontata di cosa avvenne dopo quei licenziamenti
 

5) I 1666 usufruirono dell'indennità di disoccupazione e poi abbandonati a loro stessi dal governo
 

6) I lavoratori si organizzarono in modo indipendente e trattarono con il successivo Ministero del Lavoro (guidato da Di Maio) riuscendo ad ottenere la possibiltà di seguire dei corsi di formazione
 

7) La vicenda continua in modo più o meno bello (in base ai punti di vista) ma non era più Lei al governo per cui non mi sembra corretto che venga ritenuto "anche" responsabile della mala gestione governativa

In conclusione:


Si! Furono i dipendenti a scegliere di rifiutarsi di firmare l'accordo che fu trovato, ma lo fecero perché la dignità di un lavoratore può essere calpestata fino ad un certo punto.
 

Si! fu una sua responsabilità il licenziamento dei 1666 (ovviamente questa è la mia personale opinione) perché un lavoratore spera che il proprio stato cerchi di proteggerlo quando si tratta dell'articolo 1 della costituzione e ...

avrei concluso dicendo   ... questo non è avvenuto

ma poi ho letto il tweet di

@Nicholas_Hook
Volendo essere cattivi, siamo al limite della querela. "Responsabile" è un aggettivo pesante..


La mia risposta è stata

[Responsabile:] Persona o ente che ha la responsabilità di qlco.: il r. della ditta; i r. dell'ordine pubblico; è spesso usato nelle denominazioni professionali, soprattutto per indicare dirigenti che operano nel settore aziendale: r. della produzione, della sicurezza

Ho inoltre aggiunto un tweet a @CarloCalenda

Guardi ho risposto al suo commento. Purtroppo ho fatto confusione dell'ordine dei tweet, per cui mi impegno a riogranizzare tutte le risposte nell'ordine corretto. La parola "responsabile" l'ho utilizzata in quanto lei era al "comando" del ministero: non ho (e non mi sarei mai permesso) di dire che lei è stato il "colpevole" (Che ha compiuto un'azione riprovevole; in diritto, responsabile di un reato: arrestare il c.)  dei licenziamenti: fu una decisione dei dipendenti che decisero in piena autonomia il proprio licenziamento.

sabato 27 aprile 2013

Avanti così.

Ma come si fà? Come si può dire che un governo affidato a Letta nipote possa andare bene? Pochi giorni fa, diceva di non voler ne sentire di alleanze con Berlusconi (1). Ma questo era quando Bersani sondava un possibile governo.

Oggi, che invece tocca a lui trovare la quadra per un nuovo esecutivo, ovviamente le cose sono cambiate e così vanno bene tutte le alleanze. E perché no, anche riproporre personaggi come D'Alema (2), che hanno reso questo paese più autorevole e solido.

2 anni fa, G. Napolitano era il nostro presidente della repubblica con un parlamento dominato da PD e PDL. Quel governo, alla cui guida c'era M. Monti, ha fatto tantissimi danni. Oggi, dopo le ultime elezioni, abbiamo G. Napolitano come presidente della repubblica ed un parlamento, dominato da PD e PDL. La sola differenza è il governo che si formerà tra poche ore. La differenza è talmente profonda che di fatto nulla è cambiato. Ma proprio nulla.

Chi, se non Letta nipote, poteva formare una coalizione tale da rendere tutta la politica un grande ponte con il passato? Nessuno, ed infatti, così è stato.

La cosa incredibile è che veniamo persi in giro continuamente, ma sembra che a nessuno importi. Tutti danno la colpa a Grillo/M5S che non ha voluto accordarsi con Bersani quando ne ha avuto l'occasione.

Ma si. In fondo l'importante è trovare una persona su cui addossare le colpe. Chi se ne frega se poi la verità è tutt'altra.


(1) http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/26/governo-letta-quando-presidente-incaricato-diceva-mai-con-berlusconi/576346/
(2) http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/27/governo-berlusconi-dopo-lincontro-con-enrico-letta-sono-fiducioso/576499/

mercoledì 3 aprile 2013

Il fisco chiede a Mediolanum 344 milioni, riflettori sulle operazioni in Irlanda

Il fisco chiede a Mediolanum 344 milioni, riflettori sulle operazioni in Irlanda - Il Fatto Quotidiano

Per anni ci è stato detto che Berluscono è un vincente, un grand'uomo, uno che si è fatto da se. Io ho sempre creduto e continuo a credere l'esatto contrario. Berlusconi è un perdente.

E' facile vincere quando le regole le stabilisci tu, oppure non le rispetti. E' chiaro che se non paghi le tasse, la società va bene. Non è che ci vuole uno scenziato per saperlo.

Inoltre, come tutti gli avidi di questo mondo, anche i dirigenti di Mediaset fanno esattamente ciò che fanno tutti gli altri: A Mediaset la crisi non è uguale per tutti. Tra gli stipendi spazio anche ai premi

Crediti imprese, per i pagamenti ipotesi anticipo dell’aumento Irpef

Crediti imprese, per i pagamenti ipotesi anticipo dell’aumento Irpef - Il Fatto Quotidiano

E' incredibile come un docente universitario di economia, non sappia fare altro che aumentare le tasse. Credo allora che il suo stipendio come professore sia praticamente rubato, visto che la soluzione a tutti i mali di un paese è l'aumento della pressione fiscale.

Quasi, quasi chiedo alla bocconi se posso fare anche io qualche lezione: due barzellette sono capaci tutti a dirle.

martedì 12 marzo 2013

Finalmente....

Si vede il vero Napolitano. Mentre il M5S sta facendo da solo una lotta contro un sistema marcio e fatiscente, ecco cosa fa il presidente della nazione Italia:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/12/giustizia-napolitano-comprensibile-preoccupazione-pdl-ma-rispetto-magistratura/528139/

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/napolitano_quirinale_alfano_pdl_tribunale_manifestazione/notizie/257786.shtml