Questo post è per far chiarezza su un mio tweet fatto in risposta ad un commento di Carlo Calenda postato su tweetter da Nicola Porro.
Tutto nasce da un tweet di @NicolaPorro
Lo sfogo di @CarloCalenda contro il #Governo @QRepubblica https://www.nicolaporro.it/chi-ci-governa-non-ha-gestito-neanche-una-gelateria/
a cui ho risposto come segue
@NicolaPorro, @CarloCalenda e@QRepubblica
...disse il responsabile di 1666 licenziamenti di Almaviva
Carlo Calenda ha risposto:
Carlo Calenda @CarloCalenda
Menti. Feci sospendere i licenziamenti nei call center di Napoli e di Roma con un accordo sindacale firmato dei segretari generali. Le RSU di Roma non lo firmarono, quelle di Napoli si. Il giorno dopo partirono i licenziamenti per Roma. Cazzate in malafede sul mio lavoro no.
Ho quindi risposto a mia volta (purtorppo ho fatto confusione con le risposte per cui non sono leggibili in orndine di scrittura. Di seguito riporto tutto in modo corretto).
Credo che questo articolo riassuma in modo imparziale cosa successe in quei giorni
https://www.repubblica.it/economia/2016/12/22/news/almaviva_la_sede_di_roma_respinge_l_accordo-154636951/
Vediamo se io qui li riporto correttamente e mi dica eventualemente dove sbaglio:
1) L'accordo avvenne e non ci sarebbe dovuto essere un ulteriore confronto con i lavoratori
2) Si chiedeva una forte riduzione dei salari (intendo con questo includere tutte le voci che affiorivano allo stipendo). Ritengo che una cosa del genere sia importante per un lavoratore e che questo debba poter decidere del proprio futuro
3) Fu qeuesto che condusse le RSU di Roma a non firmare: loro vollero discutere prima con i lavoratori
4) Di fatto, l'out-out del governo segnò una spaccatura delle basi lavorative: Roma vs Napoli.
I punti successivi non sono presenti nell'articolo, ma rappresentano la storia mai raccontata di cosa avvenne dopo quei licenziamenti
5) I 1666 usufruirono dell'indennità di disoccupazione e poi abbandonati a loro stessi dal governo
6) I lavoratori si organizzarono in modo indipendente e trattarono con il successivo Ministero del Lavoro (guidato da Di Maio) riuscendo ad ottenere la possibiltà di seguire dei corsi di formazione
7) La vicenda continua in modo più o meno bello (in base ai punti di vista) ma non era più Lei al governo per cui non mi sembra corretto che venga ritenuto "anche" responsabile della mala gestione governativa
In conclusione:
Si! Furono i dipendenti a scegliere di rifiutarsi di firmare l'accordo che fu trovato, ma lo fecero perché la dignità di un lavoratore può essere calpestata fino ad un certo punto.
Si! fu una sua responsabilità il licenziamento dei 1666 (ovviamente questa è la mia personale opinione) perché un lavoratore spera che il proprio stato cerchi di proteggerlo quando si tratta dell'articolo 1 della costituzione e ...
avrei concluso dicendo ... questo non è avvenuto
ma poi ho letto il tweet di
@Nicholas_Hook
Volendo essere cattivi, siamo al limite della querela. "Responsabile" è un aggettivo pesante..
La mia risposta è stata
[Responsabile:] Persona o ente che ha la responsabilità di qlco.: il r. della ditta; i r. dell'ordine pubblico; è spesso usato nelle denominazioni professionali, soprattutto per indicare dirigenti che operano nel settore aziendale: r. della produzione, della sicurezza
Ho inoltre aggiunto un tweet a @CarloCalenda
Guardi ho risposto al suo commento. Purtroppo ho fatto confusione dell'ordine dei tweet, per cui mi impegno a riogranizzare tutte le risposte nell'ordine corretto. La parola "responsabile" l'ho utilizzata in quanto lei era al "comando" del ministero: non ho (e non mi sarei mai permesso) di dire che lei è stato il "colpevole" (Che ha compiuto un'azione riprovevole; in diritto, responsabile di un reato: arrestare il c.) dei licenziamenti: fu una decisione dei dipendenti che decisero in piena autonomia il proprio licenziamento.