sabato 4 giugno 2011

Meglio liberi servi che voltagabbana

Indovinate qual è il quotidiano che ha scritto questo titolo? :)
[...] so­no sicuro che Galli della Loggia non appartiene a questa schiera di ram­molliti (quelli che dicono sempre di si al padrone di turno, ndr) e che, in qualità di intellettuale che ha a cuore le sorti del Paese, nei prossimi giorni scri­verà un secondo artico­lo senza censure o giri di parole sui servi del pote­re finanziario, giornali­sti, intellettuali o politi­ci che siano. Perché quando uno non è servo e ha le palle, nulla lo può fermare, neppure il ri­schio di perdere un ric­co contratto di collabo­razione.

Direi che quanto appena detto sopra è assolutamente condivisibile. La domanda però che il direttore de il Giornale, Alessandro Sallusti, dovrebbe rispondere è come si posiziona lui nei confronti di Silvio Berlusconi, da cui prende lo stipendio? Ha lui le palle, che come ha detto lui stesso, è sinonimo di spirito libero? Perché tutto mi risulta fuorché sferri feroci critiche all'operato del governo.

[...] Salvo Tremonti e Gianni Letta, tutti gli altri sareb­bero, secondo Galli del­la Loggia, un branco di pecoroni che hanno mandato il cervello al­l’ammasso (perché non è così?) [...] si tratta di una tesi banale e vec­chia come il mondo: il re, la corte, i cortigiani. Anche chi non ha spre­muto il cervello tanto quanto Della Loggia, ma si è limitato a leggere un paio di libri di storia, sa che le cose funzionano così sotto ogni cielo e ad ogni latitudine (ma....il bene del paese, no. Vero?) [...] Non voglio fare l’avvo­cato non richiesto dei politici Pdl (nooooooooo, per carità), ma cono­scendo un po’ l’ambien­te posso testimoniare che il tasso di mediocri­tà e/o servilismo tra i ber­lusconiani non è diver­so da quello che si trova in altri partiti o ambiti professionali, per esem­pio tra i docenti universi­tari (azzzzzz). Lo spartiacque del giudizio non è l’obbe­dienza (meno male). Obbedire al ca­po non è da servi stupi­di. Le organizzazioni, gli eserciti si basano sul­l’obbedienza. I nostri soldati in giro per il mon­do sono morti obbeden­do ad ordini e per que­sto li celebriamo come eroi, non li bolliamo co­me servi di generali stol­ti. [...]

ALT! Quest'ultima frase è fenomenale: Le organizzazioni, gli eserciti si basano sul­l’obbedienza. I nostri soldati in giro per il mon­do sono morti obbeden­do ad ordini e per que­sto li celebriamo come eroi, non li bolliamo co­me servi di generali stol­ti. Fatemi capire. L'esercito è paragonabile al Parlamento Italiano? La gerarchia militare è la stessa di quella politica? Ma il direttore Sallusti sa esattamente di cosa sta parlando? La gerarchia nell'esercito è fondamentale: di vitale importanza. 1) La gerarchia prevedere non solo il comando, ma anche le conoscenze: un ufficiale in generale ha una visione d'insieme e delle conoscenze tali che il sottufficiale o il soldato non hanno. In questo caso quindi è normale che il grado più basso esegua gli ordini. 2) Quando si è in guerra e si rischia la vita, la catena di comando è FONDAMENTALE. Immagginate cosa succederebbe se durante l'attacco ad una base nemica un gruppo di soldati, democraticamente, decidesse di non eseguire più gli ordini perché ritengono che il versante opposto sia un luogo più sicuro per un'imboscata. Cosa ne potrebbe conseguire? Come minimo direi che tutto il gruppo si candida al suicidio.

[...]Certo che non ubbidi­re è anche un lusso. Per esempio un docente uni­v­ersitario può disubbidi­re al rettore o al ministro quando e quanto vuole perché il suo posto è ga­rantito a vita e a prescin­dere dai comportamen­ti. [...] (magari perché ritiene che ci sia un comportamento sbagliato, no. Vero? Sarebbe una condotta eccessiva per un "servo mediocre") Non è neppure detto che ribellarsi al capo sia di per sé eroico. Scilipoti si è ribellato a Di Pietro, ma lo hanno fatto passa­re per un venduto (ed invece cosa è stato? Un'altruista?). In re­altà il mondo è pieno di contestatori che non avevano capito nulla e che hanno fatto più dan­ni del nucleare[...] (tipo Sallusti, il direttore de il Giornale?) È la cosid­detta categoria dei volta­gabbana, non meno insi­diosa e pericolosa di quella dei servi (mi sfugge a questo punto se essere servi è un bene o un male, Boh?). Sono gli intellettuali che sono stati ferocemente craxia­ni fino all’arrivo di Di Pietro, dipietristi fino al­l’arrivo di Berlusconi, berlusconiani di ferro fi­no a pochi giorni fa, ora simpatizzanti di Pisa­pia, che domani non si sa mai (ma Giuliano Ferrara, non ha fatto un percorso simile?). Comunque della Log­gia ha ragione sul fatto che esistono i servi. Il giornale che ha ospitato il suo articolo (che non è il suo quotidiano, attenzione. E' bene fare i distinguo), il Corriere della Sera, è stato servo e servitore per oltre vent’anni del suo edito­re Gianni Agnelli, che guarda caso era anche il padrone di fatto del Pae­se. E non mi sembra che i giornalisti del suddetto quotidiano affrontino a schiena diritta i padroni delle banche, i finanzie­ri e gli industriali oggi azionisti del quotidiano di via Solferino (perfetto. Presto vedremo su "il Giornale" un articolo, magari in prima pagina, su come a causa di Berlusconi, siamo stati costretti a pagare una multa perché Rete 4 non si è trasferita sul satellite, oppure della multa che siamo stati costretti a pagare perché il prestito dato dal governo Prodi ad Alitaia, si è trasformato in "regalo", infrangendo così le regole di mercato. Oppure vedremo un'articolo sul conflitto d'interessi, o di come Berlusconi abbia trovato i soldi per costruire Milano 2, etc, etc, perché sappiamo tutti che Alessandro Sallusti, direttore de il Giornale, sul libro paga di Berlusconi, è un uomo libero).

Da ignorante quale sono, vorrei consigliare il libro La libertà dei servi, di Maurizio Viroli.

venerdì 3 giugno 2011

"Il Giornale" e le 31 rige di troppo

L'ipocrisia dei "no Cav" Giornalismo malato da una guerra civile

Ecco cosa leggo questa mattina su il Giornale via web:
"A nessuno, mai, nel Regno Unito o negli Stati Uniti, in Francia o in Svizzera, ma neanche in Polonia o in Romania, verrebbe in mente di inserire (come è accaduto in questi giorni) nell’articolo di un cattedratico un lungo brano ignoto all’autore ma spacciato come autentico e difendere poi un tale arbitrio come libertà d’informazione."

Interessanti questi due commenti: "[...] è vero, il reato di odio non esiste sui codici, ma dovrebbe esistere nelle coscienze. Oggi l’odio trasuda dalle pagine stampate di entrambi i fronti, ma con una sperimentata prevalenza dell’odio di sinistra, che è più antico, raffinato e velenoso. [...] La «verità» stessa, come premessa dell’informazione corretta e completa, in Italia è relegata al rango di «arroganza»."

"[...] Eravamo (l'autore di questo articolo su il Giornale e Pansa, ndr) in fondo dei proletari della notizia e appartenevamo a una generazione che si poteva permettere un giornalismo tutt’altro che neutrale, anzi schierato e combattivo, ma usando sempre e soltanto rigorosamente i fatti."

Fantastico. L'articolo è piuttosto lungo e consiglio di leggerlo. Vorrei tuttavia soffermarmi su quanto ho quì evidenziato.

Cominciamo con il primo capoverso. Tutto è cominciato il 27 Maggio quando "il Mattino" di Napoli trucca l'editoria scritto dallo storico Giovanni Orsina aggiungendo 31 righe che lui non aveva mai scritto. Il Giornale allora titola Taroccano i giornali per colpire Berlusconi. Ed ancora Il Mattino contro il Cav con le 31 righe "aggiunte": leggi tutte le carte del caso.

Bene. Adesso vediamo cosa scrive De Bellis proprio nell'ultimo articolo citato:
[...] Che cosa non si fa, del resto, per rafforzare un impianto, eh? Da quando il cdr del Mattino di Napoli ci ha dato questa bella lezione di giornalismo, per cui è legittimo inserire 31 righe (31!) in un editoriale senza premurarsi di avvertire l’autore né di sapere se l’autore condivide, nei desk dei quotidiani di tutta Italia è esplosa la festa. D’ora in avanti, infatti, si pensa di poter generalizzare la pratica in modo da «rafforzare adeguatamente l’impianto» di tutti gli editorialisti. [...]

Uno cosa ne deduce? Un giornale (il Mattino) ha sbagliato e giustamente un'altro quotidiano (il Giornale) subito lo mette alla gogna, con articoli che a 4 giorni di distanza ancora riportano l'argomento. Finalmente! Un po di sana critica verso chi costruisce articoli falsi si fa sentire.

Poi però ci accorgiamo che Libero non si comporta meglio. Alberto Bisin, professore di economia, scrive un articolo commentando il programma del candidato sindaco di Milano, Pisapia. La cosa sembra piacere tanto a Feltri/Belpietro che lo pubblicano sull'edizione del 25 Maggio. Peccato però che ci mettano del loro eliminando una parte che, immagino non ritenessero importante. Da qui la risposta dei redattori di noiseFromAmerica. Suppongo che mi sbaglierò, ma non credo che Sallusti si sia preoccupato di criticare i due codirettori di Libero.

Fantastico. Passiamo al secondo.

E' una vecchia storia. Travaglio una volta recitò: «Chi l’ha detto che non posso odiare un politico? Chi l’ha detto che non posso augurarmi che il Creatore se lo porti via al più presto? Non esiste il reato di odio».

"[...] è vero, il reato di odio non esiste sui codici, ma dovrebbe esistere nelle coscienze. [...]

Uno legge questi link e ne deduce, per logica, che le persone ivi citate, "nelle coscienze", andrebbero condannate all'ergastolo.

Ma voi affidereste Milano a 'sta gente qui?
Cosa si diceva?
Per Brunetta essere gay è una specie di reato.
E ora ditemi: come può questo brutto ceffo fare il Ministro della Difesa?
B Laden.
Il Pdl del futuro.
Profonda solidarietà.
Mi sento confuso.
La situazione resta grave, ma non seria.
E se il Mandante fosse lui?
Funziona sempre.
Me l'ha detto un uccellino.
Voi andate al mare.
Non è uno scherzo.
Giuseppe Mazzini c'aveva pure avvertito.
Mi sa che questa vi è sfuggita.
(etc. Se si continua a ritroso nel tempo, si trovano altri post in cui viene incitata l'aggressione verso l'avversario)

In realtà, l'articolo apparso su "il Giornale" mostra tutta l'ipocrisia che questo quotidiano, del suo direttore e dei giornalisti (non tutti) che vi lavorano.

Ma l'ipocrisia più grande viene proprio dall'autore dell'articolo in questione: Paolo Guzzanti.

(continua)

giovedì 2 giugno 2011

Secondo Porro (il Giornale) le sinistre non sono tutte uguali

Fassino, neosindaco di Torino, ha subito detto che non tollererà ulteriori ritardi per i buchi in Val di Susa. Non ha intenzione di consegnare il futuro di questo paese agli scalmanati della No Tav e no tutto. Fassino disse anche, durante i momenti caldi della trattativa di Marchionne a Mirafiori, che i lavoratori avrebbero dovuto votare sì al referendum della Fiat.
Quando vedo Vendola al Duomo e De Magistris con la sua raccolta differenziata ed il no al termovalorizzatore, penso proprio che un un Fassino vale centomila Vendola-DeMagistris.

--- C'è sinistra e sinistra (Nicola Porro)

Sono sicuro che vuol dirci qualcosa, ma proprio non riesco a capire cosa. Perché Fassino dovrebbe valere centomila Vendola-DeMagistris?

il Cav all'attacco: "Tenaglia mediatica contro di noi"

2011/06/01 Amministrative, il Cav all'attacco: "Tenaglia mediatica contro di noi"
Questo è quello che riporta il solito "il Griornale", un quotidiano fatto di persone equilibrate intellettualmente che sanno discernere la verità in ogni articolo. Come in quello riportato, dove vengono messe in evidenza le parole del nostro primo ministro senza che "la Redazione" (così si firma l'autore) metta in discussione le panzane che puntualmente vengono recitate:

[...] "hanno inciso trasmissioni micidiali come Annozero. Per questo interverremo in Parlamento per far sì che non accada più" [...] una delle cause per cui il centrodestra ha perso le elezioni è stata la serie di trasmissioni tv della Rai come Annozero, "trasmissioni micidiali che hanno dato una visione distorta della realtà di Milano e delle città in cui si votava" [...] "ci impegneremo in Parlamento affinché questo non possa più accadere, perché c’è stata una straordinaria tengalia dei media, tutta la stampa e i giornali. Il gruppo Mediset si è astenuto da trasmissioni politiche, mentre la Rai ha messo in campo dieci trasmissioni che non si sono fermate durante i ballottaggi [...]

[...] "È stato miracoloso mantenere il bilancio in ordine senza colpire i cittadini. Noi non abbiamo messo le mani nelle loro tasche. Crediamo di meritare quasi un monumento perché rispetto ai governi europei noi non abbiamo adottato nessuna misura punitiva verso i cittadini". Inoltre, continua il premier, "credo che non dobbiamo essere preoccupati per la crisi economica, perché l’Italia ne sta uscendo meglio di altri paesi europei, è seconda solo alla Germania che ha fatto meglio di noi come deficit".  Berlusconi ha ricordato che "l’85% delle famiglie italiane ha una casa di proprietà, gli italiani hanno saputo risparmiare, si spendono oltre dieci miliardi in cosmetici, il nostro sistema bancario ha una performance eccezionale e lo Stato è stato sempre vicino ai cittadini quando hanno perso il lavoro.

Facciamo un conto delle trasmissioni pro e contro cavaliere

TOTALE
PRO Cav => +6
CONTRO Cav => -1


2011/05/28 Minzolini si auto-assolve in un editoriale Tg1. Attacca chi lo critica e dice: “Sono tollerante”
2011/05/25 Tg1, giornalista lascia la conduzione “Impossibile metterci la faccia”
2011/05/21 Rai, è guerra per il video del premier Usigrai: “Il Tg1 è scandaloso”
2011/05/18 “Il Tg1 fa informazione di parte”. A Milano i montatori ritirano la firma dai servizi;
TG1 => +1

2011/05/27 Celentano ad Annozero, Pdl chiede intervento Agcom. Santoro: “Non si presti a censure”
Anno Zero => -1

2011/05/26 Agcom richiama Tg3 e Studio aperto Quattro commissari: “Due pesi e due misure”
TG3 => -1
Studio Aperto => +1

2011/05/25 “Simpatico ma inadatto a governare” Vespa scambia Pisapia con Berlusconi
Porta a Porta => +1

2011/05/23 Sanzioni a Tg1, Tg2 e tg Mediaset per le interviste-videomessaggio del premier
TG5 => +1
TG Emilio Fede => +1

2011/05/20 Disfatta di Milano, il Pdl cerca il colpevole Sallusti e Santanché nel mirino
Il Gioirnale (Sallusti) => +1

mercoledì 1 giugno 2011

I nostri partiti: Movimento 5 Stelle

2011/06/01 - Non è tutto uguale
Non so voi, ma credo che ad un certo punto occora apportare delle piccole modifiche e responsabilizzarsi. Non concordo con Grillo secondo cui "tutto è ugualmnete" marcio.

2011/05/31 - Grillo spara contro il Pd: "Ecco l'Italia di Pisapippa dove non cambia nulla"
2011/05/30 - Grillo, un oracolo fallito: il suo partito anticasta ormai è diviso in correnti
2011/05/18 - Milano, 5 stelle lascia libertà di voto Moratti sindaco? “Speriamo di no”
2011/05/18 - M5S, guida per opinionisti negligenti
2011/05/17 - “Così simili a Grillo e così diversi”: dove nasce il successo dei 5 Stelle
2011/05/17 - Movimento 5 stelle, Grillo “Non ci aggreghiamo con nessuno”
2011/05/16 - I 5 Stelle sfiorano il 10 per cento a Bologna E sono terzi in quattro capoluoghi

"Il Giornale", il nucleare e la Cassazione

Colpo di mano della Cassazione: "Sì al referendum sul nucleare"

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Credo che "il Giornale" sia un grande esempio di giornalismo, ma al contrario, ovvero su come non sidovrebbe fare.

Prendiamo l'articolo sul nucleare. A leggerlo uno si spaventerebbe: cacchio un colpo di manno della cassazione? Cosarà sucesso?

Nulla!

Se lo leggiamo, all'interno troveremo semplicemente la cronaca dei fatti così come sono avvenuti:

Il referendum si farà.  Il 12 e 13 giugno gli italiani voteranno anche sul nucleare. Lo ha deciso l’ufficio elettorale presso la Corte di Cassazione [...] Gli italiani voteranno sì o no sull’abrogazione delle nuove norme contenute nel decreto legge omnibus, convertito in legge dal Parlamento [...]

È stata accolta la tesi difensiva dell’Italia dei Valori da me rappresentata [...]

"Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?". Questo il quesito del referenum che verrà presentato ai cittadini il 12 e 13 giugno. Lo rende noto un comunicato della Cassazione. Titolo del quesito sarà: "Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare"

"La conferma del quesito nucleare è una notizia eccellente. I trucchi del governo sono stati ancora una volta smascherati". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta la sentenza della Cassazione ribadendo che "il Pd, che ha sempre contrastato le assurde scelte del governo sul nucleare, è impegnato con tutte le sue forze a sostenere la campagna per il sì"

etc, etc. E.....il colpo di mano della Cassazione? Bho! Questo non ci è dato sapere.

Lo ripeto: FANTASTICO!!!!!!!